Terremoto Cile: AGIRE controlla la situazione

Nel caso di Haiti è stata subito evidente la necessità di una nostra attivazione immediata, mentre di fronte all’emergenza cilena attendiamo un quadro più chiaro dei bisogni

Mentre il bilancio del terremoto che ha colpito il Cile Sabato 27 febbraio peggiora di ora in ora (711 vittime e 2 milioni di sfollati secondo gli ultimi aggiornamenti del Governo locale) lo sciame sismico non accenna ad arrestarsi.

 

Roma, 1 marzo 2010— Alcune organizzazioni associate di AGIRE stanno conducendo un’analisi dei bisogni nella regione per capire in che modo potrebbero dare supporto significativo alla già effettiva capacità del Governo cileno di rispondere alla situazione di emergenza. AGIRE sta monitorando con loro l’evolversi della situazione per valutare, qualora le condizioni si aggravassero ulteriormente, l’opportunità di lanciare un appello di raccolta fondi in favore delle popolazioni colpite.

 

Esprimiamo tutto il nostro cordoglio per le numerose vittime del sisma e del conseguente tsunami — dice Marco Bertotto, direttore di AGIRE – “Nel caso di Haiti è stata subito evidente la necessità di una nostra attivazione immediata, mentre di fronte all’emergenza cilena attendiamo un quadro più chiaro dei bisogni e degli interventi già in atto prima di decidere se l’attivazione congiunta delle nostre organizzazioni sia davvero la risposta più idonea ed efficace a questo tipo di situazione”.

 

 

Il Cile, proprio a causa dei devastanti terremoti dell’ultimo secolo (nel 1960 il terremoto di Valdivia è stato il più forte mai registrato al mondo), ha investito molto nella costruzione di edifici antisismici e in programmi di prevenzione e riduzione del rischio. Ciò ha permesso oggi di contenere i danni e di evitare che tutti i centri nevralgici del paese andassero distrutti. Inoltre il Cile occupa il 44° posto nella classifica dei paesi più sviluppati (Indice di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite), a fronte, ad esempio, del 149° posto di Haiti. La tragedia haitiana ha colpito un paese già in ginocchio, un territorio privo di risorse per garantire una risposta adeguata, laddove governo e popolazione cileni, già in queste prime 48 ore, hanno dato prova di una notevole capacità di coordinamento e di gestione dell’emergenza.

 

FINE DEL COMUNICATO

 

Roma, 1 marzo 2010

 

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AGIRE - 2 marzo 2010 -